Il vino al tempo degli antichi Greci

Al tempo degli antichi Greci tra i vini di maggior appeal c’era senz’altro il Rosso di Chio, ma molto apprezzati erano anche il Thasio e il Lesbio, elogiato già da Creonte e Alessi di Samo, che scrive di come non ci sia un vino così piacevole da bere quanto un bicchiere di Lesbio.
Anche Archestrato di Gela, disquisendo di vini, citava il Lesbio invecchiato definendolo come qualcosa di qualitativamente alto. Per lui nessun altro vino, nemmeno il profumato Biblino di provenienza libanese, poteva reggergli il confronto.
Un parere non condiviso da Ermippo, che considerava il Rosso di Chio di un’altra categoria.
Era inoltre molto apprezzato il mitico Ismaro, che arrivava dai pendii del monte omonimo, in Tracia e che venne citato da Archiloco in quella che in molti considerano come la prima testimonianza scritta di un simposio formale. È il vino donato a Ulisse da Marone di Evanto, il sacerdote di Apollo e servirà per inebriare Polifemo, che avrà la stoltezza di berlo puro.

Lascia un commento