A proposito del Lambrusco di Sorbara

Italo Cosmo, nella monumentale opera da lui diretta “Principali vitigni da vino coltivati in Italia”, descrive ben otto diversi Lambruschi: Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Salamino, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Maestri, Lambrusco Marani, Lambrusco Montericco, Lambrusco Viadanese e Lambrusco a Foglia Frastagliata.
Di tutti questi Lambruschi, dice il Cosmo «quello di Sorbara è senza dubbio il più importante perché dà un vino più pregiato degli altri; malauguratamente non si è molto diffuso al di fuori della sua zona originaria, a causa della sua difettosa conformazione floreale, la quale si traduce in scarsa e talora scarsissima fertilità… Oggi lo si trova tuttavia in quella parte mediana della pianura modenese compresa tra i fiumi Secchia e Panaro e che ha per centro la frazione di Sorbara in Comune di Bomporto».

Così scriveva Mario Soldati a proposito del Lambrusco di Sorbara citando l’agronomo Italo Cosmo, tra i “padri” della viticoltura italiana.
Soldati è, allora, al suo secondo viaggio in Italia nell’Autunno del 1970, itinerario che andrà poi ad amalgamare quella straordinaria opera enoculturale in tre volumi che sarà Vino al Vino Alla ricerca dei vini genuini.

P.S. L’etimologia del nome “lambrusco” riporta a due parole latine come “labrum” margine e “ruscum” pianta selvatica, ma anche anche a “labens” pendente e a “bruscum” nocca nodosa. Quindi pianta selvatica che cresce e ai margini dei campi oppure pianta dai numerosi nodi che pende. Dalla pianta selvatica si è giunti nei secoli all’attuale conformazione della famiglia dei lambruschi: lambrusco di Sorbara, lambrusco Grasparossa e lambrusco Salamino.

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